venerdì 8 ottobre 2010

08-10-2010 - Z (ret) come ZOLFO

SANREMO, venerdì 8 ottobre 2010

Il solito gruppo di "delinquenti" debunker nonché servi del "boia di Lugano" sono stati sorpresi in una losca manovra di avvelenamento di una delle primarie fonti alimentari italiane: eccoli intenti ad irrorare lo zolfo sui pomodori:

dal fisico e dall'abbigliamento sarà facilissimo per lo stercorario identificarli e pubblicarne nome e volti nel suo fantasioso elenco di "disinformatori"!

Abbiamo documentato anche il materiale che in quantità industriale viene disperso tramite tankeroni...

...per ottenere questi effetti... specialmente sulla palazzina "Raggio di sole". Ahahahahah
Ma all'occhialuto maestrino non la si fa: anche con le tendine abbassate e i vetri sporchi lui (unico a Sanremo) percepisce l'odore infernale e denuncia lo scempio al mondo intero (cioè a suo fratello, lo scimmio arturo, corrado strafatto, l'analcolico, il guardacheluna... e pochi altri che ancora gli danno retta)
Ecco com'era il VERO CIELO DI SANREMO oggi:
(foto scattate tra le 18.14 e le 18.31)







Insomma: LA SOLITA FIGURA DI STERCORARIO!

8 commenti:

madscientist ha detto...

Accidenti, ho appena scoperto che sono nipote di un avvelenatore dell'umanità! Infatti mi ricordo che, quand'ero bambino (un paio di eternità fa), mio nonno aveva un piccolo vigneto e, ogni anno a primavera lo "irrorava" di zolfo...lui diceva per proteggerlo dai parassiti, ma è evidente che invece lo faceva per avvelenare il mondo, era uno spargitore di scie comiche in anticipo sui tempi!

Anonimo ha detto...

Vorrei sapere dove Zret ha visto le nubi di zolfo e dove ne ha sentito l'odore (o fa le analisi chimiche ad occhio?). Abito anch'io a Sanremo e quelle che scrivono i Marcianò sono solo BALLE!!!

PalleQuadre ha detto...

Quindi rosikò ha ragione quando dice che le irrorazioni esistono da migliaia di anni.
Già quando era piccolo mio nonno si andava a "liquidai" cioè si andava con un arnese sulla schiena a spargere zolfo nelle vigne.

E NOI mangiamo quell'uva e beviamo quel vino! FERMIAMOLI

madscientist ha detto...

@ PalleQuadre

Probabilmente tuo nonno, con l'arnese sulle spalle, andava a spargere sulle viti la poltiglia bordolese (solfato di rame+ossido di calcio, se ben ricordo), lo zolfo invece di spargeva con una specie di soffietto. Le viti richiedono entrambi i trattamenti: lo zolfo contro la peronospera e la poltiglia bordolese contro la fillossera (o viceversa?). In ogni caso per anni ho bevuto il vino che mio nonno preparava con l'uva da lui coltivata ed irrorata (anzi, ma non diciamolo in giro anche se il reato è ormai caduto in prescrizione da un bel po' di tempo, con le vinacce ci faceva pure la grappa fatta in casa)e, sto non peggio, anzi direi meglio, di molti salutisti, macrobiotici, vegani ecc. ecc.

ARPAV-SENSOR ha detto...

Lo zolfo son gli scorreggioni del rosariuccio che per non far la figura dell'aerofago ha messo su tutta la storia delle scie.
Vai alla fonte (c)zretino,
troverai il culo di tuo fratellino.

DIANA. BRUNA ha detto...

Ciao Wasp,
passo per augurarti una buona domenica sotto il bellissimo cielo sanremese...checchè ne dica Zret
Bruna

masdeca ha detto...

Io ho immortalato immagini moooolto più foorti!

http://masdeca.blogspot.com/2010/09/scie-chimiche-in-romagna.html

:D

Mario ha detto...

Salve, cercavo notizie sullo zolfo per pomodori e zucchine e sono incappato nella discussione. Mi permetto di fare qualche correzione... Lo zolfo si usa sulle viti per combattere l'oidio e (con l'aggiunta di ossicloruro di rame) contro la peronospora. Sono due malattie differenti che soffocano le foglie impedendogli di crescere e, di conseguenza, di far crescere acini ricchi per la vendemmia. Lo zolfo è innocuo, adatto all'agricoltura biologica, molto più salutare di tanti prodotti chimici. Ho trovato notizie utili nelle schede prodotto di un'azienda produttrice, se vi interessa cercate su www.saimzolfi.it alla pagina dei singoli prodotti. Saluti a tutti!